giovedì 2 febbraio 2012

Food chain

- Landry Fields is afraid of spiders. Bill Walker is afraid of mice. Carmelo Anthony is afraid of cats. Right on up the food chain, eh? By extension, I think we can assume that Amar'e Stoudemire is afraid of dogs, Toney Douglas is afraid of mountain lions, Steve Novak is afraid of bears, and Renaldo Balkman is afraid of bear-eating whales.




Basta che stasera nessuno abbia paura dei tori.

martedì 31 gennaio 2012

Motown is here. Melo?

Marc Berman @NYPost_Berman
Carmelo is game time decision. Tested ankle this morning and it felt better. Did not talk at shootaround.



Rischiarlo oggi, farlo riposare nei primi 2 match del back to back to back e farlo rigiocare contro NJ. Ma se proprio non è in condizione, che ci puoi fare?


Il barone? Facile che salterà l'intersa settimana. Il problema è la condizione atletica, non la schiena.

Situazione da incubo. Se usciamo da questo Pistons - Boston+Chicago+New Jersey con un 1-3 siamo sotto terra. Se arriviamo a un 2-2 si può ancora respirare. Difficile chiedere di più.

domenica 29 gennaio 2012

Barone Ritardo

Difficile che il barone sarà presente per la gara di martedì contro i Pistons. La schiena è ok, ma la condizione atletica generale no.

Inoltre sarebbe preferibile farlo riposare ancora e farlo giocare nella terza partita del back to nack to back previsto per questa settimana, contro New Jersey (saltando quindi Boston e Chicago).

28/12/2012 Houston, we have a problem.

7-13. 35% di record.
Questa volta il genio del coaching, ha creato quintetti astrusi segnale chiaro di smarrimento e confusione.
Il migliore rimane questo: Bibby, Lin, JJ, Shumpert, Chandler.
 @alanhahn That was a bizarre quarter. Weird lineup, only 14 points and no timeout during a game-crushing run by Rockets.

Due cose da notare.
-Lin 6 assist. Segno che sa giocare, e che sa passarla. Ma mai che venga usato.
-Jordan Hill ha mostrato movimenti da ottimo lungo. Dimostra a Houston di saper giocare, di meritare minuti, cosa che a NY non è mai successo, perchè il genio non l'ha mai usato. Non sa tirare da 3.

La classifica piange e per ritornare anche solo al 50%, per sperare nei PO, per puntare almeno al sesto posto, serve viaggiare a 60%, considerando che il calendario facile è passato ormai. Benissimo.

sabato 28 gennaio 2012

27/01/2012 - D'Antoni imbecille

Melo fuori, Wade ritorna. Insommanon che ci fossero grandi speranza di vittoria. Ciò che è disgustoso è come la partita è andata.

Vado a memoria. Record di triple tirate nella NBA è 49, dei Knicks è 47. Ieri abbiam tirato 43 triple in 48 minuti. Più triple che tiri da due (39).
Ne abbiam messe 18. E punti finali 89. Ottantanove...JVG in telecronaca era incredulo. "Ma come, 18 triple e 89 punti? Mai visto".
Tutti i Knicks entrati in campo hanno tirato almeno una tripla, tranne il povero Tyson Chandler. Il più delle volte forzatissime. Walker ha messo triple così ignoranti che i tiri di Basile erano da laurea.
In più Stat, mr 100 milioni, mr AS, senza Melo, che gli ruba tiri, spazi, etc.. mette 2 punti due in 28 minuti. Poi si sveglia ma spesso non guarda il canestro, spesso ha paura, spesso non viene coinvolto perchè è nullo, e spesso forza andando a sfondare come un bue. E' infleunzato dalle voci di trade? benissimo, quella è la porta. Deron e Dwight sono elementi migliori da poter prendere sul mercato.

Breve racconto di fine primo tempo, live.
Commento tecnico+play by play.

-Il tiro da 3 ci entra. Tutto va bene. Ovviamente tiriamo da 3 perchè 1) non sappiamo fare altro 2) impossibile fare iso con questi heat e senza melo 3) miami difende bene. Loro ci concedono i tiri da 3 perchè si fà così!.
-Miami aggiusta. Cosa che d'antoni non sa manco cosa cazzo significa. Quindi va a difendere sul perimetro. Contesta tutti i tiri. E noi? Non ne mettiamo più una che sia una. E che si fà? Nulla, si tira da più lontano ancora, e si tira e ritira. Novak cortissimo, Novak forzato, Walker mattone, Bibby idem, Douglas sto cazzo.
-Poi una ogni tanto entra, perchè Miami non vuole spingere troppo in difesa, ma è ovvio che prima o poi l'imbarcata arriva. Giocano con il pilota automatico.

Dati.
JVG in cronaca che dice "ma non fanno altro!", poi le 7 triple chockate di fila.
E allora play by play.

Bibby 3pt Shot: Missed

Shumpert Turnover : Traveling

Stoudemire 3pt Shot: Missed

Shumpert 3pt Shot: Missed

Bibby 3pt Shot: Made (3 PTS) Assist: Jeffries (1 AST)

Bibby 3pt Shot: Made (6 PTS) Assist: Shumpert (2 AST)

Novak 3pt Shot: Made (3 PTS) Assist:

Bibby 3pt Shot: Missed

Jeffries 3pt Shot: Missed

Bibby Turnover : bad pass

Bibby 3pt Shot: Missed

Novak 3pt Shot: Missed

Novak 3pt Shot: Missed

Novak 3pt Shot: Missed

Douglas 3pt Shot: Missed

QUESTO NON E' UN SUNTO, SONO TUTTI I NOSTRI ATTACCHI PER CIRCA 7 MINUTI.

13 triple di fila. 10 fuori, 3 dentro. e 2 perse.
Stiamo scherzando...

Il punto più basso toccato in stagione, toccato in 12 anni. Non c'è un allenatore su quella panchina. Non c'è un gioco, uno schema, un progetto. Siamo uno schifo irrecuperabile.
Stanotte b2b con Houston che ieri ha liquidato Was in 3 quarti, riposando pure. Se perdiamo, facile, siamo 1-9 nelle ultime 10 e cadiamo a 7-13, record pari a New Jersey. Decimi a east, con rischio caduta a 11esimi.

C'è un modo pe far tornare il lockout?

venerdì 27 gennaio 2012

Melo is out.

Frank Isola @FisolaNYDN ·
Carmelo: "I was trying to be a super hero but I was hurting the team"



Era ora. Non perchè stesse hurting la squadra, discutibile, ma perchè non si reggeva davvero più in piedi. Fuori anche domani contro Houston. Tornerà contro Detroit. Idem Davis, ufficiale.

27/01/2012 - Curry's vegeance

Prima volta che Eddy Curry affronta i suoi vecchi compagni di squadra. Affronta...se giocherà, dato che finora ha fatto 12 minuti di gioco in 18 partite. Compagni di squadra...avrebbe dovuto giocarci insieme invece di strafogarsi di coratella mentre se ne stava a casa, per chiamarli tali. Comunque stasera big showdown in Miami tra Heat e Knicks. Niente barone per ora, ma chissà.
Difficile predire il risultato, di solito contro le big New York mostra le palle, senza per forza vincere, mentre con le piccole fà la snob e le prende.

Curry bocca larga però ha qualcosa da dire.
Curry, who had a terrible stint under Mike D’Antoni and may go down as one of the biggest busts in Knicks history, signed with the Heat after the lockout ended.

“It feels good to be wanted,” the 7-foot center said. “As far as self-worth, I always feel like I’m worth a lot. I have high expectations for myself, even when other people don’t. I’m pretty much fueled from the inside and that’s all that really matters.” 



Curry and D’Antoni never saw eye to eye. 
“I’m completely numb to the situation,” Curry said. “I got friends over there and I got people I don’t like so much over there. But that’s between me and them, and we’ll just keep it professional.”



“I don’t even think about it, honestly,” Curry said of his Knicks stint. “That was a long time ago and I’m just looking toward the future right now. I don’t feel any way, positive or negative. I don’t feel anything.”

http://www.nypost.com/p/sports/knicks/curry_slimmer_but_still_has_beef_KvGjtqv4n0Xcmg5yIr4hGP

Più che slimmer, slimer, il fantasma ciccione.

giovedì 26 gennaio 2012

After Cavs

Tommy Beer @TommyBeer
The #Knicks (0-3) and #Bobcats (0-2) are the only East Conf. teams that haven’t won a game in CLE since LeBron left the Cavs #Elias

25/01/2012 Il dopo Charlotte e la gara coi Cavs.

Pensieri pre partita coi Cavs:
Record 7-10 in un calendario ridicolo per la facilità. Il record medio degli avversari parla da solo. 40%. nessuno ha avuto un calendario più semplice (l'unica che si avvicina è Indiana con un 43%, ma giustamente ha un record 11-5). Il tutto condito da 9 in casa (dove il record è 3-6, 33%) dove gli avversari erano Charlotte due volte, Toronto, Suns, tra le altre.
Dopo 17 partite abbiamo vinto più fuori casa (4-4 50%) che in casa.

Melo. Fa fatica. Gioca su 3 infortuni (caviglia girata due volte, gomito e polso fasciato e coperto da due tutori) che minano la coordinazione e l'efficenza del tiro al 100%. Chiunque giochi a basket capirà cosa vuol dire tirare su una gamba sola e con mezzo braccio. Eppure nessuno lo fa notare, ne da qusta parte dell'oceano ne dall'altra. E' giusto crticarlo, non è il leader che ci si aspettava, forza spesso (eh certo, chi segna sennò? Walker?), si fa espellere per bisticci etc... ma andrebbe detto anche il resto. E andrebbe detto che perdere per perdere si dovrebbe obbligarlo a sedersi per un bel paio di partite, riposare e ritrovarlo al meglio. Giocare così, peggiora solo la sua salute. Ma non posso essere io a obbligarlo, ma lo staff tecnico e medico.
Perchè gente che ricopre, non dico per qualità, i suoi minuti c'è. Novak (3 su 3 da 3 contro CHA, segno che sa tirare eh, oh l'abbiam preso solo per quello) e Balkman (eroe delle prime 10 partite e poi INSPIEGABILMENTE panchinato). Ma anche Jordan può dare fiato.

Ma siamo alle solite. Mozgov è titolare a Denver, giocando 25 minuti ma dando tutto quello che può, Randolph dice la sua a Minnie. Quindi sanno giocare, meritano, anche solo per fare 2 falli e far rifiatare la squadra, quei 10 15 minuti. Qui invece, il genio, va con la rotazione corta.

Contro Charlotte ha concluso con un solo punto (su 6 conclusioni tentate, 0-6) in 30 minuti, ma ha fatto da gregario aggiungendo 4 assist, con moltissime palle d'oro non convertite o non valutate assist, e tirato giù 11 rimbalzi.
From Elias: The Knicks routed the Bobcats on Tuesday night but Carmelo Anthony, who had been averaging 25.7 points per game this season, was held to only one point in 30 minutes of playing time. Only one other NBA player in the shot-clock era (1954 to present) entered a game averaging at least 25 points per game that season, played at least 25 minutes, and scored fewer than two points. That was the Warriors' Antawn Jamison against the Lakers on March 4, 2001. Jamison was scoring 25.2 points per game that season before he was held scoreless in 28 minutes at Staples Center.


Prima di passare alla gara coi Cavs altre due considerazioni.

Andare ai PO quest'anno ad east sembra impresa impossibile da non centrare. le squadre si suddividono in gruppi già ora. Mia, Chi, quelle che punteranno al primato. Ind e Phi, solide per un posto tra il 3 e il 6. Orl, nonostante un Howard partente potrà giocarsi il fattore campo ai PO. Atl resiste. Boston nonostante la vecchiaia e un record perdente ce la fà. Tralasciando noi, il resto sono pure macerie. Milwakee, New Jersey, Toronto, Cleveland, Detroit, Washington, Charlotte, sono tutte squadre che non puntano ai PO. O meglio, non potrebbero. Quindi le prime 8 dovrebbero già essere scritte. Ma mai dire mai...

Intanto Toney Douglas option was picked up today so he won't be free agent.

Gara coi CAVS.
@Cle: 81-91 L (7-11)
Last time they won in Cleveland was 11/29/06.
E la maledizione continua. Dopo la buona vittoria a Charlotte, serviva una riconferma, non solo per continuare a vincere ma per dimostrare che riusciamo a battere squadracce come i Cavs. E invece no. La maledizione Cleveland continua, era Lebron o no.
C'è poco da dire dopo una partita del genere. Farsi tenere a 81 punti da una squadra che ne prende in media 97.53 è incommentabile. L'unica nota positiva è la quarta gara di fila di Fields sopra i 10, una cosa che non succedeva dal novembre 2011.
In una serata dove si è tirato 3-20 da 3 e dove Novak non ha visto, ancora una volta il campo. Idem per Balkman e Jordan.
Oltrea al danno la beffa. Soprasso in classifica (Cavs 7-10) e sorpasso anche dei Bucks, corsari a Houston.

Venerdì si va a Miami e poi a Houston. Tour durissimo e con la parte facile ormai passata. Baron Davis potrebbe rintrare proprio contro gli Heat o forse in Texas. Intanto spero che Melo riposi.

(viste-non 12-6)

mercoledì 2 novembre 2011

La frattura che ci salverà

Rottura interna nel NBPA. Hunter sta accusando Fisher di essersi venduto a Stern, che sta lavorando solo per fare un'accordo favorevole, per adesso, alla NBA e non ai giocatori. Hunter continua a non voler scendere dal 52% delle BRI, una sfida che per me durerà ancora meno di una settimana.
Fisher ha risposto con la lettera, precedentemente pubblicata, rivolta a tutti i giocatori. Anche FoxSport ha attaccato il giocatore con le stesse parole di Hunter.

Il fronte giocatori quindi si spacca in due proprio nel momento migliore delle trattative. Se questo stato persiste, potremmo non avere una stagione del tutto. Ma, i proprietari, impauriti, sapendolo, e sapendo anche che l'emorraggia di soldi continua, potrebbero arrivare a approvare un deal a breve, prima che tutto finisca male. Insomma, una catastrofe che potrebbe rivelarsi un'ottima notizia.

Ma la cosa per ora rimane grave. Oggi la NBPA si riunisce in tribunale a Manhattana dove il giudice Gardephe deciderà se l'unione si sciogliesse, il lockout non fosse una violazione all'antitrust. Dall'articolo di Mitch Lawrence sul NY Daily News: "A ruling by Gardephe in favor of the NBA could ostensibly force the union to abandon any future plans to decertify, if the stalemate at the bargaining table were to continue indefinitely. Although there are some powerful agents who were pushing for the union to do that earlier in the lockout, the union has never embraced going the court route to get a new labor deal. … NFL players took the decertification route in their fight against the league’s owners last spring, but that tactic was not considered a success. Since the NBA players have not taken any action on the decertification front, and have yet to file an antitrust case against the league, the union contends that there is no dispute that has occurred for the court to decide, and therefore the case should be dismissed."

Le parti dovrebbero reincontrarsi giovedì.

martedì 1 novembre 2011

James Dolan e Chris Paul, un'amicizia in tempo di guerra.

James Dolan è il presidente della Cable Vision, nonchè del Madison Square Garden (nonchè del relativo channell) nonchè delle due squadre che ci giocano, i New York Rangers di hockey e i New York Knicks di basket. Questo è anche per dare un'idea di che razza di gente, i proprietari sono. Non dei poveracci, per capirci.
Chris Paul è il play titolare da diversi anni dei New Orleans Hornets, squadra appena rilevata dalla NBA, (in mancanza, momentanea, di un compratore), a detta di molti la miglior PG della lega e sogno proibito dei Knicks nel mercato free agent del 2012, quando appunto sarà libero di cambiare aria.

Tra questo sogno e la realtà, ci sono diverse componenti.
-La volontà del giocatore. Paul è amico stretto di Amar'e Stoudemire e Melo Anthony, le due stelle dei Knicks. Questa estate, al matrimonio di Melo, a New York, quando Stat era già dei Knicks, Melo già spingeva per diventarlo un giorno, i 3 brindarono al felice evento e si fecero, dicono i presenti, una promessa: giocare un giorno insieme, magari come risposta ai 3 di Miami.
Ora, due sono a New York e lo saranno per molto, mancherebbe solo lui. Se la logica dell'amicizia, che ha funzionato con Bosh-Wade-LBJ, funzionasse, non ci sarebbero problemi. Ma questo solo il primo problema.
-I nuovi proprietari/Quelli attuali, ovvero la NBA. Gli Hornets sono stati venduti percgè sostanzialmente non rendono. In quel della Louisiana il basket non va per la maggiore, la squadra non è mai stata da titolo (anche se con Paul ha sempre fatto faville e forse con giusti acquisti avrebbero fatte ben altra strada nei PO) e vivere a New Orleans può piacere ma anche no.
Vista la situazione economica, parcheggiata alla lega che la gestirà come si gestisce un'azienda, cioè perdere il meno possibile, anche senza fare chissà che risultati sportivi, sembra difficile che lascino partire così facilmente la loro stella. Tolto Paul gli Hornets sarebbero ancora meno sui radar della NBA che conta.
Stesso pensiero lo avrebbero i nuovi possibili titolari. Ricostruire dalla unica stella, quindi senza spendere cifre folli andando a cercarne un'altra.
Ma il giocatore sarà free agent, quindi, avrà il diritto di andarsene.
-Il salary cap. Questo è (era, vedremo poco) il problema principale. Hard o soft, si dice che con il nuovo CBA, verrà abbassato di parecchio dai suoi 58 milioni, non permettendo così squadre con multi AS come gli Heat. Perchè se Stat, melo e CP3 volessero tutti il massimo, e due ce l'hanno già garantito, si andrebbe oltre il limite e non si potrebbe.

Ma ecco una buona fortuna per i Knicks. Secondo alcune fonti (http://www.nypost.com/p/sports/knicks/dolan_thinking_cap_KYqiEAYeqYYk4xR4CJ3ApO) quando sto benedetto CBA sarà fatto, il salary cap rimarrà intatto, e anzi, salirà fino a 60-61 milioni nel 2012, ovvero quando scatterà la gara a CP3.

L'amicizia in tempo di guerra. Dolan è sempre presente ai meeting di questo lockout (abitando a 200 metri di distanza...) e presente è anche Paul, rappresentante dell'unione giocatori. Dolan, come dice l'articolo sopra citato, forte di essere uno dei grandi mercati, sta svolgendo la funzione di mediatore. Non è mai stato cattivo o mai si  impuntato sulle note più gravose di questo accordo e anzi ha cercato di far avvicinare le parti. Non solo lui non avrà mai problemi di soldi, con una squadra a New York (da 10 anni perdente cronica ma la più valutata secondo Forbes) ma finalmente ha una squadra vincente e competitiva e vorrebbe moltissimo che si tornasse a giocare.
Questo ha avvicinato i due, seduti sempre uno di fronte all'altro, ponendo le basi per...chissà.

Avvertimento finale per i tifosi Knicks (ovvero anche me): se CP3 saltasse, causa NBA o nuovi proprietari, nella free agency del 2012 sono liberi anche Deron Williams (vicino di casa, Brooklyn e mica tanto felice di rimanere ai Nets) e Dwight Howard (dato per partente da Orlando), senza contare Nash, che potrebbero concludere la carriera dando una mano, per meno soldi, a una squadra da titolo.

La lettera di Fisher ai giocatori "Lavoro per voi e per tutte le persone coinvolte, dagli uscieri ai parcheggiatori"

All,
Interesting times right now. The clock is ticking and we are aware that games are being lost, our jobs are on the line as are those of all the arena workers and business owners impacted by the lockout.
We have been prepared for this and need to make sure we are getting the best deal possible. As this sets the precedent for the next 6, 7, 10 even 20 years. My goal, the Executive Committee's ONLY goal is to present you with the most fair deal possible. A deal that is both fair on system and BRI. One isn't more important than the other. They are both extremely impactful to our business, our sport and our day to day life in the league.
Our Executive Committee, NBPA staff and I are navigating the negotiations very carefully. We need to continue to work hard on your behalf and get the season going if possible. I've been speaking with many of you and we are working with your opinions, suggestions, and requests front and center. This is your union, and we work with and for you.
Many of you have asked about the timing of the cancellation of games. We know as players and interacting with our fans and the people that work in these arenas on a daily basis this is having an impact. If nothing more, the league and owners should understand people's livelihoods are at stake. They should be able to take the over 1 Billion dollars we've offered them and open the doors of their arenas and let us, along with the ushers, parking attendants, everyone impacted to get back to work.
Usually I wouldn't even dignify absurd media reports with a comment. But before these reports go any further, let me say on the record to each of you, my loyalty has and always will be with the players. Anyone that questions that or doubts that does not know me, my history, and what I stand for. And quite frankly, how dare anyone call that into question. The Players Association is united and any reports to the contrary are false. There have been no side agreements, no side negotiations or anything close. We are united in serving you and presenting the best options and getting everyone back to work.
The attempt by "sources" to divide us will be unsuccessful. We will continue to work every day to do right by you, the businesses that depend on our league and our fans.
The NBA and the owners have not allowed us to go back to work. So they have essentially turned their backs on not only the players, but the fans that have made them billions. I hope they decide to change that. It's the only way everyone wins. I urge each of you to stay involved. Call me and your fellow players on the Executive Committee and the NBPA staff with anything you need or questions you may have.
I will be in touch later this week with updates on the details of the negotiations. Stand United.
With much respect,
 Derek

lunedì 31 ottobre 2011

Tifare Knicks ripaga

According to the NBA refund policy, that’s when Knicks season-ticket holders will start receiving their refunds for October’s three missed home preseason games. The checks will come with 1 percent interest, as mandated by the NBA. A league spokesman said refunds will be sent between Nov. 1 and Nov. 9.
The Knicks have added an additional addendum to the NBA policy. Knicks season-ticket holders had the option to keep their preseason money on their account and will earn 2 percent interest.

http://www.nypost.com/p/sports/knicks/check_it_refunds_on_way_xq7IZoHyXpN2VXntoak3EK

Quante altre squadre lo faranno? Certo che con l'impennata assurda dei biglietti dopo l'arrivo di Melo-Stat, è una cosa che non mi sarei aspettato. Non sono poi così avidi?

domenica 30 ottobre 2011

Sono 78, lascio?

http://www.nypost.com/p/sports/knicks/sources_game_nba_season_still_possible_gB46RJ2TFuYuTlkkPnj7jO

The plan in the revised 82-game scheme were to play a small handful of back-to-back-to-back nights and more four-games-in-four nights, which is done anyway. Stern would have pushed back the end of the regular season to late April and perhaps not stagger as many off days during the playoffs. Also, Stern was willing to schedule a potential Game 7 of The Finals only a few days before the NBA Draft. All that could still take place to squeeze in 78 games.
E ci sono anche le olimpiadi poi. Quante stelle vorrebbero giocare, dopo che la stagione è finita da così poco.

Il più è fatto?

The new N.B.A. labor deal is practically done. You wouldn’t know it from the headlines, the dour news conferences or the apocalyptic rhetoric spilling from league officials. But the deal, in practical terms, is about 95 percent complete.
http://www.nytimes.com/2011/10/30/sports/basketball/nba-deal-is-close-but-last-hurdle-is-a-big-one.html?_r=1&src=tp

Tentative agreements are already in place on the following major items:
¶ Luxury-tax rate: Teams will be charged $1.50 per $1 spent beyond a threshold, replacing the previous dollar-for-dollar tax, according to people who have seen the plan.
To further discourage spending, the tax will increase for every $5 million spent beyond the threshold: to $1.75 after $5 million, $2.25 after $10 million and $3 after $15 million.
Under this system, the Los Angeles Lakers would have paid $42.5 million in taxes last season, compared with $20 million under the old formula. (The rates could still change based on other tradeoffs.)
¶ Contract lengths: Players with “Bird” rights will be eligible for five-year deals, while others will be limited to four. The previous C.B.A. allowed for six-year (Bird) and five-year deals. The 1999 C.B.A. allowed for seven-year (Bird) and six-year deals.
¶ Raises: Annual raises will be reduced by several percentage points, possibly as low as 5 percent for Bird players and 3.5 percent for non-Bird players. The prior deal allowed raises as high as 10.5 percent (Bird) and 8 percent.
¶ Midlevel exception: It will start at $5 million, a decrease of $800,000. The contract length and annual raises attached to the exception remain under discussion.
¶ Amnesty clause: Each team will be permitted to waive one player, with pay — anytime during the life of the C.B.A. — and have his salary be exempt from the cap and the luxury tax. Its use will be limited to players already under contract as of July 1, 2011.
¶ Stretch exception: Teams will be permitted to stretch out payments to waived players, spreading out the cap hit, over several seasons. The payment schedule will be set by doubling the years left on the contract and adding one. (Thus a team waiving a player with two years left could pay him over five years.)

Cronaca di un accordo mai nato. Riassunto delle puntate precedenti.

Due settimane di pausa? Si perchè era il caso di staccare o comunque mancava quella voglia di scrivere riguardo incontri, dichiarazioni, voci, tutte cose pressochè vuote e di importanza nulla.

Ma sotto con un riassuntone.
Dove eravamo rimasti. Obama era sceso in campo, prima con dichiarazioni di dispiacere per lo stallo che si sta verificando e poi mandando in soccorso il suo amico George Coen, mediatore federale già salvatore del lockout NFL.
Le cose sembravano andare bene, incontri lunghissimi (il primo giorno addirittura di 16 ore filate, record tutt'ora imbattuto), ottimismo, sorrisi e facce distese. E invece no, dopo 26 ore di parole in due giorni, le parti si sono divise senza dire se un'accordo fosse nell'aria o se invece il lockout fosse da prolungare ancora per molto più tempo.
Limbo. Ovvero la situazione del tifoso medio e del giornalista, insider o no, in questo momento. Uno stato di totale incertezza e ignoranza. Bisogna fidarsi di quello che dicono i protagonisti una volta usciti dalla stanza, ma anche, non crederci troppo, e ci ritorno.
Stern, dato il protrarsi della serrata, annuncia la cancellazione di due settimane di regular season. Uno stop di due settimane significa una perdità di 200 milioni per parte, ovvero, quei pochi punti percentuali delle BRI che cristallizzano questa angosciante situazione.

Poi il nulla. Altro elemento principe. Dopo questi incontri, che a detta di molti sono stati importantissimi, ma da cui non è cambiato nulla, sembrava che all'orizzonte non ci fosse nulla in programma. Niente meeting in schedule,  Hunter che se ne esce con dichiarazioni apocalittiche.

E poi la luce, ancora. Si sono reincontrati lunedì di questa settimana, tra la sorpresa generale e forse anche il menefreghismo e la stufia. E scoppia la bomba. Manca pochissimo all'accordo. Ma come? ma se 3 giorni fà era tutto finito, morto, sepolto.
Invece no, coupe de theatre, alla fine di un'altra incontro lunghissimo, mercoledì, di 15 ore e mezza (iniziato a metà mattina e concluso alle 3.30 della notte) Stern esce raggiante, dicendo "Siamo vicinissimi, non concludere ora significherebbe una tragedia" e lo dice ridendo a bocca larga. Impossibile non sorridere con lui, tutto è bello, splende il sole e il mondo è di nuovo un'oasi di pace.
Il giorno dopo si torna a casa speranzosi di leggere la notizia "Lockout finito!" o almeno sapere che nel giro di 48 ore il tutto sarà finito, un brutto ricordo. E invece no, perchè questo filmaccio di serie B ha ben più di un colpo di scena.
"Nessun'accordo, Stern vi ha preso in giro, è vero abbiamo fatto molti passi avanti ma le BRI rimangono un problema enorme e insuperabile" così dice Hunter, che fugge via dopo un'incontro brevissimo e che vede tutti, rappresentanti unione, giocatori e presidenti, prendere i rispettivi voli e tornare a casa, senza, come al solito, dire se ci sarà un'ulteriore incontro o no.
Stern cancella altre due settimane di stagione regolare, fino al 30 novembre, cosa che comunque non sorprende molti, anche se si firmasse oggi, sarebbe impossibile giocare se non per il primo di dicembre.

E si ritorna nella totale incertezza, nel buio, nel terrore.

Però, però, però. D'accordo nessun deal è stato concluso, Stern aveva esagerato, ma ci sono molte cose che possono far sperare.
1) E' vero che hanno concluso parecchie vertenze, quali luxury tax (ma è dubbia la cosa), amnesty rule e prolungamento e percentuale di maggiorazione annua dei contratti, MLE e altro. Manca solo la spartizione delle BRI, ovvero quello che è sempre stato la causa del blocco fino ad oggi e che fino a ieri ci venivano a dire che no, non è poi così grave, quello lo risolveremo, vedrete, è il resto. Benissimo, allora adesso ve la cavate in poco tempo.
2) Il sito charged, venditore di biglietti, ha fatto sapere che una fonte anonima ha saputo che un responsabile di un palazzetto della western conference, ha dato ordine di preparare i biglietti per la nuova stagione. Quindi qualcosa è pronto a nascere.
3) Il mega tour per tutto il mondo di 6 tappe, o più, con i più grandi della NBA (da Wade a LBJ, da Melo a Stat, da CP3 a Durant e Kobe) che doveva partire sabato da Porto Rico, ha subito uno slittamento e ancora adesso è in forse. In primis molti hanno disdetto (ma pare che i soldi se li siano tenuti), e inoltre, con un deal dietro l'angolo, chi farebbe sto cacchio di tour? Se i vari CP3, Melo, LBJ hanno detto che non ci saranno, allora forse sanno qualcosa.
4) Stern ha detto, dopo l'incontro positivo e prima di quello tragico, che una regular season da 82 partite er ancora possibile. Questo comportava giocare tipo 4 partite a settimana, correre tutto il tempo l'america, fare un calendario stipatissimo e magari posticipare di un pò i PO. Ma perchè sbattersi così tanto, quando ai tifosi, che si giochino 82 partite o 75 o 65, non importa granchè? Perchè più partite si giocano più introiti ci saranno, quindi più BRI da dividere tra tutti. Più si starà fermi, meno partite si giocheranno, ovvio. Quindi meno BRI da dividere, meno soldi per tutti. Questo potrebbe far decidere molti a accettare un accordo, per quanto brutto potrà essere. Stern ha anche minacciato che adesso, una stagione intera è impossibile, chissà se è appunto una minaccia o pura verità.
5) L'incontro di venerdì è andato così. Stern: allora facciamo 50-50? Hunter: Hell no! E ha lasciato la stanza, così d'amblè. Secondo molti esperti se Hunter rimaneva e magari Stern diceva "vabbè, allora 51-49 per voi", la cosa si chiudeva e non è detto che nel prossimo meeting non succeda, anche i giocatori continuano a dire che sotto il 52 non vanno.

Non c'è comunque da disperarsi. Le parti si sono di motli avvicinate, gli assegni iniziano a non arrivare, il natale è vicino,  i soldi da spartirsi diminuiscono sempre più. L'acqua è poca la papera non galleggia, è tempo che si decidano se non vogliono perdere i soldini.

Chi invece perderà molti soldoni saremo noi, poveri pirla. Meno partite si giocano, meno guadagnano e fin qui ci siamo, ovviamente quindi, alzeranno i prezzi di qualsiasi cosa per recuperare almeno un pò le perdite. E quindi, come già sta succedendo, rincaro poderoso dei biglietti, pop corn a 50 dollari, birra a 75 e magliette a 500. Eh si, noi che siamo qui che pendiamo dalle loro labbra, che facciamo le nottate per sapere cosa si sono detti, siamo quelli che pagheremo di più, mentre loro i milioni li portano a casa comunque.
Triste ma è così. La soluzione? Boicottare. Ma chi ce la fa dopo che la tanto attesa stagione partirà e avremo di nuovo i nostri campioni stracarichi di dollari?

giovedì 13 ottobre 2011

Caro Obama

"Sono addolorato per questo ritardo nell'inizio della stagione Nba. Mi auguro che il lockout finisca presto e che i ragazzi tornino in campo il prima possibile".
Così ieri Obama in un breve comunicato dove per la prima volta ha parlato della situazione in NBA. Si aspettava da un pò un suo intervento, dato che è noto a tutti essere un tifoso dei Bulls e un discreto praticante. Molti invocavano una sua intromissione per risolvere definitivamente la questione (chissà poi quanto pesa realmente questo suo accorato appello) e lunedì, quando riprenderanno gli incontri, vedremo se ha fatto breccia tra le parti. L'incontro di lunedì inoltre avverrà alla presenza di un mediatore finanziario esperto.

Una intromissione che però non è piaciuta molto a un certo presidente d'oltre oceano. Sto parlando del patron Virtus, Sabatini, che ha reagito piuttosto male e ha preso carta e penna e ha scritto direttamente all'inquilino della casa bianca. Secondo lo staff bolognese l'intervento di Obama chiuderebbe tutte le chanches di vedere Kobe in Italia facendo un torto alla Virtus in primis e al campionato italiano.
Ieri notte doveva esserci la conference call definitiva tra Sabatini e Kobe per definire il contratto (una partita? tre?), ma l'asso americano non ha risposto e non si è fatto vivo. Subito si è pensato che sia stato influenzato dalle parole di Obama e quindi ecco, Caro Obama ti scrivo.
"A scanso di equivoci, ho scritto alla Casa Bianca che non è mia intenzione gettare ombre sulla Nba tentando lo scippo del suo giocatore più importante (che scippo non sarebbe, in quanto Kobe è svincolato al momento da qualsiasi contratto NDR). Bensì vorrei dare l'opportunità a Bologna e a tutto il basket italiano di godere per qualche giorno del talento di un fuoriclasse di fama mondiale".
E qui la lettera intera.
Egregio Signor Presidente,
Abbiamo un sogno: quello di vedere Kobe Bryant giocare nella nostra squadra, la Virtus Pallacanestro Bologna, città conosciuta in tutto il mondo come Basket City.
Condividiamo con Lei il desiderio che il lockout Nba finisca presto, ma nel frattempo ci conceda l'opportunità di veder giocare, almeno per una partita, il grande Kobe Bryant con la maglia bianconera in modo tale da farlo diventare parte della nostra storia.
Claudio Sabatini.

Oltre a questa continua la campagna Manda una mail a Kobe Bryant, per cui tutti i fan possono far sentire la loro e invogliare il numero 24.

E quindi per chi tifare? Per il sogno bolognese di avere un campione a peso d'oro per 5 minuti o per un'atto risolutivo di qeusto lockout da parte del presidente degli stati uniti? Ma poi Obama l'avrà almeno aperta la mail di Sabatini e se si, gliene sarà fregato almeno qualcosa? Non credo proprio, con tutto il rispetto, perchè in america con la NBA ferma sono fermi anche moltissimi addetti ai lavori, e quelli voterebbero di sicuro Obama in caso di una sua super mossa.

mercoledì 12 ottobre 2011

At last, some action.

All'uscita di Stern ieri c'erano decine di decine di giornalisti e cameraman e cosa non si fà per una buona inquadratura.


Siamo arrivati a questo. Ma che combattessero almeno decentemente! 

La guerra del golfo - La provocazione di Stat

Dal gap si è passati al gulf.
Questo è il termine che ha usato David Stern per definire la distanza tra NBPA e presidenti. Finalmente trapela qualcosa di più dalle interminabili ore di meeting delle ultime settimane. Il problema è ben più grave di quello che ci si aspettava, che era comunque già pessimo.
Non sono non c'è accordo su ste benedette BRI, ma addirittura quello sarebbe il minimo. Non c'è accordo sulla Luxury tax quadruplicata, non c'è accordo sulla Larry Bird rule, sulla MLE.
A vederla così, è una stituazione che non si potrà risolvere a breve. Prima sembrava un semplice "dai accordatevi su un 50-50 o 51-49 e via tutti felici" e lo è ancora, perchè probabilmente tutto gravita attorno a queste milioni di milioni che verranno spartiti,  ma è anche verissimo che se si risolve quel problema si, avrà molta difficoltà con gli ulteriori punti in programma.
Venerdì è previsto un nuovo incontro, ormai è inutile auspicarsi che sia quello definitivo, si può sperare che un problema alla volta venga risolto e che tutto vada a posto. Purtroppo, anche con buona lena, si inizirebbe una stagione verso Gennaio, come nel 1999.

Intanto Stoudemire lancia una provocazione (che aspettavo da parecchio tempo).
Dall'intervista a ESPN: "If we don't go to Europe, then let's start our own league; that's how I see it," the 6-foot-11 forward/center said. Stoudemire was asked to gauge "how serious" the idea is being considered. "It's very, very serious. It's just a matter of us strategically coming up with a plan, a blueprint and putting it together," he said. "So we'll see how this lockout goes. If it goes one or two years, then we've got to start our own league."
Questa potrebbe essere una mossa che mette strizza alla NBA e agli owners. Ma se il lockout finisse domani? I contratti con el squadre ritornerebbero in vigore e quindi che si fà? Crolla la nuova lega? E chi paga? Si autopagano....no non scherziamo. Per non parlare di diritti televisivi e assicurazioni.
Dare troppo retta a Stat non è bene, ma il problema è che ne hanno già parlucchiato tra loro i giocatori. Ma sono ovviamente delle provocazioni, non c'è niente sotto di concreto, se non la volontà di mettere strizza agli owners.

martedì 11 ottobre 2011

Two weeks down

Bè non che sia una notizia. Il meeting di ieri non ha prodotto nessun accordo e le prime due settimane sono state ufficialmente cancellate.
La NBA perderà diversi milioni mentre i giocatori, ben 200 milioni, cioè il passaggio dal 53 al 50% nelle BRI.
Saltano importanti big match come Bulls Mavs, Knicks-Heat. E Stern fa sapere che se si perdono solo due settimane le si potrebbe re integrare durante l'anno, in modo da non perdere proprio nulla. Si e come fai? Faccio l'esempio del MSG. Una sera giocano i Knicks, la sera dopo i Rangers, poi di nuovo i Knicks e poi magari un altro evento sportivo o un concerto, poi Rangers. Dove lo trovi un buco?
L'unica sarebbe fare come nella MLB, due gare al giorno, ma in NBA si corre e si suda leggerissimamente di più...